Commemorazione di Giorgio Recchia





Fratelli,Sorelle
Sono qui a testimoniare il nostro affetto per Giorgio e, nel momento dell’estremo saluto , la solidarietà profonda per il dolore della Moglie Maria, dei figli(Giulio e Alberto) e della sorella Maricetta.
Per cinque anni e mezzo Giorgio Recchia ha vissuto al Gemelli ed è giusto che al Gemelli si celebrino oggi le Sue esequie cristiane. In questo luogo si è sposato, qui ha esercitato anche la parte conclusiva della Sua attività di docente universitario e di giurista , qui è stato il luogo del suo Calvario.
Non vi parlerò, però, di Giorgio come figlio della terra abruzzese, né come giurista raffinato, allievo della scuola costituzionalistica napoletana di Tesauro, né dello studioso di diritto pubblico comparato che si era formato negli USA con una borsa Fulbright , né del professionista attento ed esperto di arbitrati su cui aveva scritto contributi notevoli, né dell’amministratore del CNR in una fase molto delicata della storia di quella istituzione, né- infine- del docente universitario che da Roma Tre stava per essere chiamato a “La Sapienza” . Tutti questi elementi si mescolavano in Lui in maniera armoniosa ed avevano prodotto una personalità equilibrata, autorevole ed influente. 
Tutto  questo, oggi, sta sullo sfondo.
Vi ricorderò, invece, un sofferente, un Giobbe del XXI secolo che con la malattia aveva ingaggiato una battaglia coraggiosa anche con le armi del diritto costituzionale ed amministrativo e che si è inabissato non sconfitto nel suo sommergibile.
Vi rammenterò, insomma, il malato di sclerosi laterale amiotrofica(la SLA), che ha continuato ad operare fino all’ultimo, testimoniando- nonostante la sfortuna personale- amore per la vita e dedizione per prossimo.
Dall’oramai lontano marzo del 2004 Giorgio è stato,infatti, ricoverato in questo Policlinico e non lo ha mai lasciato. Sapeva di avere la SLA dall’anno precedente ed aveva cercato di difendersi andando anche all’estero. Proprio di ritorno da uno di quei viaggi della speranza( e precisamente dalla Svizzera) la malattia aveva reso necessario il ricovero, facendo si che la sua plancia di comando venisse trasferita tra queste mura.
Ho potuto seguire le fasi della sua malattia settimana per settimana, constatando quanta sofferenza c’è qui attorno, ma anche quanta speranza, quanta solidarietà, quanta dedizione. Da parte dei malati, da parte dei parenti( Maria né è un esempio indiscutibile), da parte dei medici ( il prof. Tonali ed il dottor Sabatelli ne sono testimonial), da parte di tutto il personale paramedico .
Devo confessare che ho molto imparato in questi 68 mesi e, molto spesso, mi sono chiesto se vi fosse una ragione per tanta sofferenza. E’ un interrogativo che non ho potuto approfondire con Giorgio per il forzato silenzio, in cui era precipitato da molti, troppi mesi. Ma anche nel silenzio si può parlare, toccando una mano, sfiorando un piede, scambiando uno sguardo. E il colloquio può continuare anche nella forma della confessione unidirezionale di cose che altri non possono sentire.
So che Giorgio voleva vivere e fino all’ultimo ha testimoniato questa scelta, che altri hanno invece- legittimamente- rifiutato.
Egli ha vissuto questi ultimi anni, mettendo al servizio del prossimo la propria vicenda esemplare, ma soprattutto la dottrina giuridica di cui era dotato. Il Suo grido di battaglia ed il Suo lascito, in questo specifico campo, sono in sostanza che anche attraverso il diritto , la scienza da Lui praticata, le malattie rare ( ed in particolare la SLA) possono essere sconfitte.
A questo proposito, ricordo a tutti noi Giorgio Recchia combattivo durante la prima estate del Suo soggiorno qui al Gemelli , avvolto in lenzuolo a mo’ di burnus – con gli occhiali da sole ed un panama vacanziero, muovere guerra contro la burocrazia, contro la lentezza e il menefreghismo dell’amministrazione e della politica, con le armi del giurista, coadiuvato dai suoi amici e dai suoi collaboratori di studio.
E’ bene ricordare oggi nel momento dell’estremo saluto che le azioni legali intraprese da Giorgio Recchia sono state coronate da successo davanti al Consiglio di Stato ed hanno dato la possibilità di fare passi avanti nella lotta contro la SLA ed in generale contro le malattie cosiddette rare sia dal punto di vista della ricerca che da quello dell’organizzazione della stessa.

In questa prospettiva Lo ricordo fattivo organizzatore, con Sergio Panunzio anche Lui colpito dalla SLA ed ospite del Gemelli prima di un viaggio della speranza in Cina, del Convegno sulle malattie rare presso la Camera dei deputati. Non poté essere presente a quell’evento, ma vide e commentò la giornata di studio dalla registrazione on-line, dopo aver discusso tutti i particolari della preparazione.
Come è noto, attorno a Giorgio si è sviluppata una rete di solidarietà e di amicizie, che ha portato alla costituzione dell’Associazione INCOMM:Insieme contro le malattie del motoneurone.associazione per lo studio della sclerosi laterale amiotrofica,di cui è presidente l’avv. Colacino e responsabile scientifico il Dottor Sabbatelli.
Questa Associazione ha, come sapete bene operato, è stata premiata dal consenso dei contribuenti nelle opzioni del 5 per mille e- sono certo- essa continuerà ad operare nel nome di Giorgio, perché Giorgio l’ha voluta e l’ha animata con la propria voglia di vivere e con il desiderio di contribuire alla vita degli altri.
La peculiarità dell’eredità di Giorgio Recchia,trasfusa nella Associazione che ha contribuito a fondare, è dunque che anche con il diritto è possibile sconfiggere le malattie rare. Si tratta di un messaggio importante e di un impegno da perseguire con costanza nel Suo nome.


Questa voce è stata pubblicata in: News-Parlalex il 05/11/2009 Contrassegna il Permalink.