Marco Mandato e Giuliaserena Stegher, La ripartenza dell’Italia nella perdurante emergenza sanitaria

Come avvenuto in occasione delle precedenti cronache costituzionali italiane relative al periodo gennaio-aprile 2020 cui al n. 1/2020 di questa Rivista, anche il quadrimestre che copre il periodo maggio-agosto 2020 deve essere necessariamente focalizzato prevalentemente sulla gestione della pandemia. La cosiddetta “fase due” dell’emergenza epidemiologica si è intrecciata, come si avrà modo di vedere, con le dinamiche più specificamente politiche, tra le quali soprattutto, il dibattito politico e accademico sul referendum costituzionale che si è svolto il 20 e il 21 settembre sulla riduzione del numero dei parlamentari (e che sarà oggetto di specifica disamina nel prossimo fascicolo) e approvato dalla maggioranza degli aventi diritto. Non solo. Ma sulla gestione della ripresa del Paese, nelle sue più svariate componenti, hanno avuto un ruolo decisivo anche le istituzioni europee pienamente coinvolte al fine di assicurare un coordinamento fra gli Stati membri sulla condivisione delle misure di tipo economico-sociale.

Fin dai primi mesi dell’anno, le istituzioni costituzionali italiane – sia quelle titolari dell’indirizzo politico, sia quelle di garanzia esterna ed interna – sono state coinvolte, nell’ambito delle rispettive prerogative, nella fase dell’emergenza sanitaria. I mesi di marzo e aprile sono stati certamente i più complessi da gestire in quanto la curva epidemiologica dei contagi ha continuato ad accelerare e a segnalare – sfortunatamente – un numero di decessi sempre molto alto. Le misure adottate dal Governo Conte con i noti Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri hanno costituito la base normativa che ha delimitato i confini dell’esercizio dei diritti di libertà e dello svolgimento delle attività ritenute lecite, nonché dei termini nell’ambito dei quali le Regioni hanno potuto esercitare le loro competenze attraverso le ordinanze contingibili e urgenti da parte dei Presidenti delle Giunte. La fase uno dell’emergenza sanitaria è stata gestita attraverso restrizioni e limitazioni che hanno avuto significativi effetti sul tessuto economico-sociale del Paese e che hanno implicato anche […]

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