Il primo quadrimestre dell’anno rappresenta uno spartiacque nella storia costituzionale ungherese. Le elezioni parlamentari del 12 aprile hanno segnato la sconfitta della coalizione Fidesz-KDNP guidata da Viktor Orbán, alla guida del Paese ininterrottamente dal 2010, e attribuito al partito Tisztelet és Szabadság Pártja (Tisza) di Péter Magyar una maggioranza di oltre i due terzi dei seggi dell’Assemblea nazionale […]
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SOMMARIO: INTRODUZIONE. – SEZIONI: 1. Pariti ed elezioni. – 1.1. L’avvio della campagna elettorale. – 1.2. La desistenza delle opposizioni storiche. – 1.3. L’ingresso di Anita Orbán e di István Kapitány nel partito Tisza. – 1.4. Il manifesto programmatico di Tisza. – 1.5. L’elezione suppletiva di Balmazújváros. – 1.6. L’apertura della missione di osservazione elettorale dell’OSCE/ODIHR. – 1.7. La prima conferenza stampa internazionale di Péter Magyar delinea l’indirizzo politico del prossimo Governo. – 1.8. Le dimissioni di Klára Dobrev. – 1.9. La prima riunione del comitato esecutivo di Tisza. – 1.10. L’invito di Netanyahu a Budapest da parte di Magyar. – 1.11. Respinte le dimissioni di Orbán da presidente di Fidesz. – 2. Parlamento. – 2.1. La prima convocazione della nuova Assemblea nazionale. – 3. Governo. – 3.1. La concessione dell’asilo politico all’ex Ministro della Giustizia polacco Ziobro. – 3.2. Il deterioramento dei rapporti bilaterali con Kiev: le vicende Druzhba e Oschadbank. – 3.3. Il decreto sulla tassa di solidarietà. – 3.4. La vicenda Szijjártó/Lavrov. – 4. Capo dello Stato. – 4.1. Il colloquio con i leader dei partiti e la designazione di Magyar. – 4.2. Il nodo costituzionale relativo alla figura presidenziale. – 5. Corti. – 5.1 L’imputazione del sindaco di Budapest Gergely Karácsony. – 5.2. L’opinione dell’Avvocato Generale Kokott sull’Ufficio per la Protezione della Sovranità. – 5.3. L’opinione dell’Avvocato Generale Ćapeta sullo sblocco dei fondi del 2023.
– 5.4. Il processo all’attivista tedesca Maja T.




