POLONIA: Jan Sawicki, La crisi dello Stato di diritto si incancrenisce anziché sciogliersi. Verso una modifica tacita della Costituzione sulla nomina dei giudici costituzionali

Nei mesi da maggio ad agosto del 2026 si assiste in Polonia a una parziale stabilizzazione della conflittualità che oppone il Presidente della Repubblica al Governo, costretti a una coabitazione che dura dalla fine del 2023. Si tratta, come pure accennato nelle precedenti Cronache, di una coabitazione vecchia con un Presidente nuovo, Karol Nawrocki, il cui mandato si è inaugurato nell’agosto 2025. Si era previsto che il nuovo Capo dello Stato interpretasse il proprio mandato in modo simile a quello del predecessore, Andrzej Duda. Questa previsione si sta avverando solo in parte, e la parte di essa che se ne discosta si spiega probabilmente, più che con le differenti (ma non troppo) personalità, con un divergente panorama politico di riferimento

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INTRODUZIONE. – SEZIONI: 1. Partiti ed elezioni. – 1.1. Revocato il sindaco di Cracovia. – 1.2. L’abbandono del gruppo PiS da parte di oltre trenta deputati, in vista di una formale scissione di partito. – 2. Parlamento. – 2.1. L’elezione di 15 membri togati del Consiglio nazionale della magistratura. – 2.2. Introdotta (e pronta per essere rinviata al Parlamento) una blanda forma di unioni civili. – 2.3. Elezione del nuovo Difensore per i diritti umani (od Ombudsman). – 3. Governo. – 3.1. Il Governo in lotta contro le minacce digitali per i minori. – 3.2. Annunciato un piano di redistribuzione del carico fiscale. – 4. Capo dello Stato. – 4.1. Veto sul divorzio breve. – 4.2. La revoca della più alta onorificenza a Zelensky come causa di nuovo conflitto tra Polonia e Ucraina e tra forze politiche in Polonia. – 4.3. Un altro giudice costituzionale ammesso al giuramento. – 5. Corti. – 5.1. Il Presidente della Repubblica non ha dovere assoluto di consentire ai giudici costituzionali di prestare giuramento. – 5.2. Diviene definitiva la sanzione della perdita del finanziamento pubblico per il PiS.

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