Maria Francesca Serra, Immagine e body shaming, sport e diritto

Il momento della “competizione” è quello in cui gli atleti e i teams cercano di trasformare in risultati anni di allenamenti, sacrifici e scelte di vita. Scelte di vita. Sacrifici. Parole non utilizzate a caso, perché gli atleti impiegano tutte le loro energie, spesso, per una sola occasione. Per molti “quella” competizione è “LA” competizione, come dire: one shot. E lo fanno senza alcuna garanzia perché, si sa, lo sport è la prestazione di mezzi per eccellenza, senza alcuna certezza sul conseguimento di un risultato.
L’estate è, come sempre, il periodo privilegiato per le competizioni di altissimo livello e nell’estate 2026 se ne sono svolte diverse, nell’ambito delle quali, peraltro, l’Italia ha ottenuto grandissimi riconoscimenti, figurando tra le prime posizioni del medagliere.

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SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Manila Esposito e il riaffiorare del body shaming. – 3. L’immagine e lo sport. – 4. Considerazioni conclusive.

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