Il quadrimestre compreso tra maggio e agosto 2026 chiude la venticinquesima legislatura israeliana e, con essa, il ciclo politico-istituzionale apertosi con le elezioni del novembre 2022. Il dato formale è, a suo modo, storico: la XXV Knesset è la prima, dal 1988, a completare l’intero mandato quadriennale senza scioglimento anticipato, e il XXXVII Governo il primo, dal 1973, a giungere alla fine naturale della legislatura. Ma la normalità cronologica nasconde una anomalia sostanziale, già anticipata nel numero precedente di questa rubrica: il completamento del mandato è stato ottenuto trasformando lo scioglimento parlamentare da atto conclusivo in finestra operativa, da riempire con le riforme di più difficile reversibilità. Il disegno di legge governativo di scioglimento, approvato in lettura preliminare il 20 maggio con 110 voti favorevoli e nessun contrario e in prima lettura il 2 giugno con 106 voti favorevoli, è stato portato all’approvazione definitiva soltanto nella notte del 17 luglio, con 62 voti della sola coalizione e mediante una mozione agganciata alla legge sul finanziamento […]
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SOMMARIO: INTRODUZIONE. – SEZIONI: 1. Partiti ed elezioni. – 1.1. La rivolta ultraortodossa e lo scioglimento “controllato”. – 1.2. Il campo dell’opposizione: Together, Yashar e la competizione per la leadership. – 1.3. Le primarie del Likud. – 1.4. I partiti arabi: la Joint List ricostituita e l’alleanza Ra’am–Segalovitz. – 1.5. Frammentazione a destra e il primo partito haredi con una candidata donna. – 2. Knesset. – 2.1. Lo scioglimento della XXV Knesset. – 2.2. La Basic Law: Torah Study. – 2.3. La legge sul congelamento degli arresti dei renitenti. – 2.4. La legge sull’Attorney General e il disegno di legge sulle autorizzazioni a procedere. – 2.5. La legge sul Dipartimento per le indagini interne di polizia. – 2.6. La riforma della radiodiffusione e la segregazione di genere nell’accademia. – 2.7. L’elezione del Controllore dello Stato. – 3. Governo. – 3.1. La prima dichiarazione formale di inottemperanza: il caso della Second Authority. – 3.2. La disobbedienza come linguaggio di governo. – 3.3. La commissione d’inchiesta sul 7 ottobre: il rinvio a dopo le elezioni. – 3.4. La leva degli ultraortodossi: inadempimento, sanzioni e scambio politico. – 3.5. Ben Gvir e l’indipendenza della polizia. – 3.6. L’offensiva contro l’Attorney General nel periodo elettorale. – 4. Capo dello Stato. – 4.1. La mediazione presidenziale sul patteggiamento e il silenzio del Primo Ministro. – 4.2. La “linea rossa” dell’obbedienza alle sentenze. – 5. Corte Suprema. – 5.1. Il Comitato per la selezione giudiziaria: diciotto mesi di blocco e la ripartenza imposta dalla Corte. – 5.2. Levin–Amit: la fine del boicottaggio formale. – 5.3. L’annullamento dell’elezione del Controllore dello Stato. – 5.4. La tutela cautelare contro le leggi del blitz e l’annullamento della legge sugli arresti. – 5.5. La legge sulla pena di morte e le leggi anti-UNRWA.




