Abstract [It]:Il presente contributo si propone di ricostruire le trasformazioni del concetto di discrezionalità amministrativa nel passaggio dall’ordinamento liberale e dall’ordinamento fascista alla Repubblica costituzionale del 1948. Muovendo dalla massima di Otto Mayer – «Verfassungsrecht vergeht, Verwaltungsrecht besteht» – il lavoro analizza le cause della continuità amministrativa nella discontinuità costituzionale, esaminando come le categorie elaborate dalla dottrina precostituzionale abbiano resistito ai nuovi principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 Cost., e ricostruendo il lento e non lineare processo di «costituzionalizzazione» della discrezionalità attraverso la valorizzazione del procedimento, l’espansione del sindacato giurisdizionale e l’affermarsi dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.
Abstract [En]:This paper aims to reconstruct the transformations undergone by the concept of administrative discretion in the transition from the liberal and fascist legal orders to the constitutional Republic of 1948. Starting from Otto Mayer’s maxim – «Verfassungsrecht vergeht, Verwaltungsrecht besteht» – the work analyses the causes of administrative continuity amid constitutional discontinuity, examining how the categories elaborated by pre-constitutional doctrine withstood the new principles of impartiality and sound administration enshrined in Article 97 of the Italian Constitution, and reconstructing the slow and non-linear process of «constitutionalisation» of discretion through the enhancement of administrative procedure, the expansion of judicial review, and the emergence of the principles of reasonableness and proportionality.
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SOMMARIO: 1. Introduzione: la massima di Otto Mayer come chiave di lettura. – 2. Alle origini del concetto: lo Stato liberale e la formazione della discrezionalità amministrativa. – 2.1. L’amministrazione tra Stato unitario e Stato interventista: un potere in cerca di teoria. – 2.2. La costruzione dottrinale: da Presutti a Giannini. – 3. La rottura costituzionale del 1948: i nuovi principi e la loro promessa. – 4. La resistenza del vecchio concetto: la «riserva di amministrazione» come strumento di continuità. – 5. Il lento processo di «costituzionalizzazione»: Giannini, il procedimento e il sindacato sull’eccesso di potere. – 6. Conclusioni: gli effetti dell’asimmetria e una «costituzionalizzazione» incompiuta.




