Il caso del doppio cognome è emblematico della difficoltà a stabilire raccordi tra organi costituzionali, che pur sarebbero previsti in modo anche molto preciso dalle norme.
L’articolo 108 del Regolamento della Camera, pressoché ignoto, ma che ritroviamo comunque a pag. 603 del recente Codice parlamentare, infatti così recita:
«1. Le sentenze della Corte costituzionale sono stampate, distribuite e inviate contemporaneamente alla Commissione competente per materia e alla Commissione affari costituzionali.
2. Entro il termine di trenta giorni, la Commissione competente esamina la questione con l’intervento di un rappresentante del Governo e di uno o più relatori designati dalla Commissione affari costituzionali.
3. La Commissione esprime in un documento finale il proprio avviso sulla necessità di iniziative legislative, indicandone i criteri informativi […]
Stefano Ceccanti, È ora che il Parlamento torni al dialogo con la Corte
Questa voce è stata pubblicata in:
Convegni, Nomos e contrassegnata con Ceccanti, Cognome, Corte costituzionale, dialogo, Nomos 3/2025, Parlamento, riforma. Contrassegna il Permalink.




