STATI UNITI: Giulia Aravantinou Leonidi, Gli Stati Uniti e la guerra in Medio Oriente: poteri presidenziali di politica estera e crisi della War Powers Resolution

Il primo quadrimestre del 2026 si è aperto, negli Stati Uniti, sotto il segno di una rinnovata centralità della Presidenza nella conduzione della politica estera e militare. La seconda amministrazione Trump, già caratterizzata da una marcata interpretazione unitaria ed espansiva del potere Esecutivo, ha riportato al centro del dibattito costituzionale una questione antica e mai definitivamente risolta: chi detiene il potere effettivo di decidere l’uso della forza armata? La domanda, solo in apparenza teorica, ha assunto un rilievo immediato a seguito delle operazioni militari condotte dagli Stati Uniti nel contesto della crisi mediorientale e, in particolare, dell’attacco del 28 febbraio 2026 contro obiettivi iraniani, realizzato in coordinamento con Israele […]

Scarica il testo in formato PDF

SOMMARIO: INTRODUZIONE.– SEZIONI: 1. Partiti ed elezioni. – 1.1. La guerra con l’Iran e le fratture del movimento MAGA. – 1.2. L’avvio delle primarie del 2026 e la selezione delle candidature nelle elezioni di medio termine. – 1.3. Donald Trump e Zohran Mamdani tra cooperazione istituzionale, federalismo urbano e nuove geometrie del conflitto politico americano. – 1.4. JD Vance, la guerra con l’Iran e la successione politica nel Partito Repubblicano: diplomazia, leadership e tensioni interne all’amministrazione Trump. – 2. Congresso. – 2.1. Il Congresso, la chiusura del Department of Homeland Security e il ritorno della legislazione di bilancio straordinaria. – 2.2. Le deposizioni dei Clinton nell’indagine Epstein e i poteri investigativi del Congresso. – 2.3. Etica parlamentare, dimissioni e disciplina interna della Camera: i casi Swalwell e Gonzales. – 2.4. La Camera respinge per un solo voto la War Powers Resolution sull’Iran. – 3. Presidente ed Esecutivo. – 3.1. Il memorandum di Trump sul ritiro degli Stati Uniti dalle organizzazioni internazionali. – 3.2. Il memorandum del Dipartimento di Giustizia sull’operazione in Venezuela – 3.3. Lo State of the Union del 2026 tra celebrazione nazionale e legittimazione dell’indirizzo presidenziale. – 3.4. Il secondo mandato Trump come stress test costituzionale per il federalismo. – 3.5. La destituzione del Procuratore Generale Pam Bondi e la crisi dell’indipendenza del Dipartimento di Giustizia. – 3.6. La questione groenlandese e la riespansione della Presidenza imperiale. – 3.7. L’uccisione di Ali Khamenei e la crisi del divieto statunitense di assassinio politico. – 3.8. Nomine giudiziarie federali del secondo mandato. – 3.9. La frattura tra Casa Bianca e Santa Sede sulla guerra in Iran. – 3.10. Politica federale sulla pena di morte. – 3.11. La diplomazia monarchica di Re Carlo III e rilancio della “special relationship” anglo-americana. – 4. Corti. – 4.1.
Uso crescente dello shadow docket. – 4.2. La Corte Suprema limita il potere tariffario presidenziale. – 4.3. Il Dipartimento di Giustizia amplia il contenzioso contro gli Stati federati. – 4.4. Tariffe, poteri presidenziali e controllo giurisdizionale: gli Stati federati impugnano la nuova strategia commerciale dell’Amministrazione Trump. – 4.5. Temporary Protected Status per i cittadini siriani e intervento d’urgenza della Corte Suprema. – 4.6. L’azione federale contro Harvard tra Title VI e nuove frontiere dell’intervento governativo nei campus universitari. – 4.7. La cittadinanza per nascita davanti alla Corte Suprema: il caso Barbara v. Trump e i limiti del potere Esecutivo in materia di appartenenza costituzionale. – 4.8. Il ritorno della pena di morte federale. – 4.9. Il caso Louisiana v. Callais et al. e le nuove prospettive della rappresentanza elettorale negli Stati Uniti. – 5. Federalismo. – 5.1. La “absolute immunity” e il potere federale coercitivo. – 5.2. I limiti dell’enforcement federale in materia di immigrazione. – 5.3. Federalismo penale e soggettività prenatale. – 5.4. Medicaid, federalismo fiscale e ritorsione politica. – 5.5. Federalismo e sicurezza interna. La Florida introduce un potere statale di designazione delle organizzazioni terroristiche
domestiche.

Questa voce è stata pubblicata in: Cronache costituzionali dall'estero, Nomos, Stati Uniti e contrassegnata con Giulia Aravantinou Leonidi, Nomos 1/2026, politica estera, poteri presidenziali, Stati Uniti. Contrassegna il Permalink.