Abstract [It]: A partire dalla sentenza numero 185 del 2025 della Corte costituzionale nel presente contributo viene ricostruita l’evoluzione della normativa penale in tema di traffico di influenze illecite, per arrivare poi ad analizzare le ricadute sistemiche del monito contenuto nelle motivazioni relativo alla necessità che il Parlamento adotti una legislazione dettagliata sulla rappresentanza di interessi. Le conclusioni di questo studio affermano il carattere di necessità costituzionale che dev’essere attribuito alla disciplina sul lobbying, la cui regolamentazione è cristallizzata in un progetto di legge adottato di recente in prima lettura alla Camera dei Deputati.
Abstract [En]: Starting from judgment n. 185 of 2025 of the Constitutional Court, this article reconstructs the evolution of criminal legislation concerning the offence of illegal influence peddling, and subsequently analyses the systemic implications of the warning contained in the reasoning regarding the need for the Parliament to adopt a legislation about interest representation. The conclusions of this study affirm the existence of a constitutional necessity underlying the regulation of lobbying, whose discipline has been crystallized in a recent bill approved at first reading by the Chamber of Deputies.
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Sommario: 1. «We call it corruption» – 2. Diacronicità e sinotticità – 2.1. Un albero avvelenato … – 2.2. … e i suoi frutti – 3. Lo iato tra questione e problema – 4. Improper influence? – 5. «Una persistente mancanza» – 6. Il senso del monito: meditazione sull’insufficienza – 7. Ex Hypothesi: la soglia della necessità costituzionale – 8. Il tramonto di una radicata ostilità.




