Massimiliano Gregorio, La misura del secolo XX: Mortati nel contesto della giuspubblicistica italiana del primo Novecento

Ricordare, a quarant’anni dalla sua scomparsa, il fondamentale contributo dato da Costantino Mortati allo sviluppo della riflessione costituzionalistica italiana è molto più che un omaggio dovuto; rappresenta piuttosto una precisa scelta di campo, che non sarebbe corretto dare per scontata. Sappiamo sin troppo bene infatti che, nell’attuale contingenza storica, la fortuna delle tesi mortatiane, quanto meno se messa a confronto con i fasti del passato, risulta decisamente sbiadita. E anche gli argomenti addotti per prendere le distanze da esse sono noti. Poiché l’elaborazione concettuale culminata ne La costituzione in senso materiale del 1940 aveva individuato nel partito il fattore di specificazione della società politica indispensabile a promuovere la nascita della costituzione, la crisi – ormai ultra-quarantennale – del sistema italiano di rappresentanza politica ha indotto più di un interprete a ritenere che il venir meno del ruolo fondamentale dei partiti abbia portato con sé anche l’inattualità, e dunque la necessità di superare, la riflessione del grande costituzionalista calabrese . In realtà, almeno a parere di chi scrive, le cose sono un po’ più complicate di così; e la crisi dello strumento di emersione della costituzione in senso materiale non può, se non a prezzo di una discutibile forzatura, assorbire in sé l’intera riflessione del grande Maestro. […]

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