Luca Micheletta, Il collegio italo-albanese di S. Adriano e la politica adriatica dell’Italia

E’ già sottolineata da Roberto D’Orazio la difficoltà di scrivere una biografia del giovane Mortati a partire dal suo archivio e dai suoi scritti . L’archivio – come i suoi scritti – rimane “silente” anche se volessimo rinvenire un qualche indizio d’interesse per la sua appartenenza alla minoranza italo-albanese o per la storia della rilindja, il “risorgimento” albanese che invece appassionò tanti arbëresh suoi coetanei prima e dopo la Grande Guerra. Ho però rinvenuto nel suo fondo bibliotecario, conservato presso il dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza, una piccola grammatica elementare di lingua albanese, minuziosamente annotata a matita con la piccola e ordinata scrittura caratteristica del giurista calabrese. L’indizio è interessante perché la grammatica reca come data di pubblicazione quella del 1915, un periodo in cui Mortati, già laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, frequentava i corsi di Filosofia nell’università di Catania e di Roma, dovendo assistere il padre malato nel suo ministero di magistrato, prima di essere arruolato, alla fine del 1917, per assolvere al servizio militare […]

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SOMMARIO: 1. Il mare conteso. – 2. S. Adriano, l’Italia e la rilindja. – 3. Il fascismo e l’Unione italo-albanese

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