Elisabetta Frontoni, La Corte costituzionale e il legislatore nella vicenda del cognome dei figli

Nel mio intervento proporrò alcune riflessioni sul complesso rapporto tra Corte costituzionale e legislatore nella garanzia dei diritti di cui mi sembra che la vicenda del cognome dei figli rappresenti un esempio emblematico .
Con la sentenza n. 131 del 2022, la Corte costituzionale scrive la nuova regola del cognome dei figli, prevedendo che il figlio debba avere il doppio cognome, dunque il cognome paterno e quello materno, nell’ordine da essi stabilito, a meno che i genitori non decidano di comune accordo di attribuire solo uno dei loro cognomi.
La decisione giunge alla fine di un lungo percorso giurisprudenziale che aveva avuto inizio nel 2006, con la sentenza n. 61, una pronuncia di incostituzionalità accertata ma non dichiarata, con la quale la Corte, pur ritendo la regola del patronimico in contrasto con gli articoli 3 e 29 della Costituzione, non ne dichiarava l’incostituzionalità per non invadere la discrezionalità del legislatore, a fronte della pluralità di soluzioni possibili. La pronuncia si chiudeva con un monito al legislatore a intervenire quanto prima per porre fine a una regola che era espressione di una società patriarcale, ma il legislatore non è intervenuto. Così la Corte nel 2016, dopo che l’Italia era stata anche condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza Cusan-Fazzo contro Italia […]

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SOMMARIO: 1. La storia del cognome dei figli. – 2. Come leggere questa vicenda? – 3. Gli effetti della sentenza n. 131 del 2022.

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