Nello scorso quadrimestre si è assistito, in Canada, al consolidamento del minority government liberale guidato da Mark Carney. Come noto, il “miracolo elettorale” del 28 aprile 2025, quando un Partito Liberale ridestato dal cambio di leadership e dall’“effetto Trump” era riuscito a imporsi in rimonta sui conservatori, non si era spinto fino al punto da consegnargli una maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni: con il 43,8% dei voti – una soglia ben più alta di quella risultata sufficiente, in passato, per la conquista della majority – i liberali si erano infatti fermati a 169 seggi su 343 – 3 in meno di quelli che gli avrebbero assicurato l’autosufficienza minima per far progredire in modo spedito e senza compromessi la propria agenda legislativa in Parlamento […]
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SOMMARIO: INTRODUZIONE. – SEZIONI: 1. Partiti ed elezioni. – 1.1. Pierre Poilievre verso la revisione della leadership del Conservative Party. – 1.2. L’estromissione di Bonnie Crombie dalla guida dei liberali dell’Ontario. – 2. Parlamento. – 2.1. Il minority government si rafforza nei numeri e supera indenne le votazioni fiduciarie sul budget. – 2.2. L’attività legislativa. – 3. Governo. – 3.1. “Canada Strong”. La presentazione del Budget 2025. – 3.2. Le dimissioni del Ministro della Cultura Guilbeault costringono Carney a un mini-rimpasto. – 3.3. Il reshuffle strategico dei deputy ministers. – 4. Corti. – 4.1. Il factum del Governo federale nel procedimento che potrebbe portare la Corte Suprema a ridisegnare i limiti della notwithstanding clause. – 5. Autonomie. – 5.1. Il Governo dell’Alberta scavalca le obiezioni della Court of King’s Bench e spiana la strada alla raccolta firme su un quesito referendario secessionista, nonostante una nuova partnership energetica con il Governo Carney. – 5.2. Il Governo dell’Alberta invoca per due volte la notwithstanding clause per difendere la sua legislazione anti-transgender e terminare lo sciopero degli insegnanti.




