Quaderni di Nomos

Fulco Lanchester (a cura di), Costantino Mortati. Potere costituente e limiti alla revisione costituzionale, Padova, Cedam, 2017

A trenta anni dalla scomparsa di Costantino Mortati (Corigliano Calabro, 1891-Roma, 1985) e a settanta dalla pubblicazione del Suo primo volume dell’immediato secondo dopoguerra (La Costituente, Roma, Darsena, 1945) il Convegno Potere costituente e limiti alla revisione costituzionale (Camera dei deputati, 13 dicembre 2015) ha cercato di attualizzare una simile problematica nell’ambito del processo costituzionale contemporaneo. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Paolo Galizia-Storia e Libertà e dal “Master in Istituzioni parlamentari Mario Galizia per consulenti di assemblea”, ha voluto evidenziare la tensione tra Costituzione formale e soggetti politicamente rilevanti all’interno dei processi di integrazione sovranazionale e di globalizzazione. Essa ha approfondito un tema teorico e pragmatico di persistente e fondamentale importanza per il costituzionalismo contemporaneo con relazioni di: Giuliano Amato, Vincenzo Atripaldi, Gaetano Azzariti, Francisco Balaguer Callejón, Olivier Beaud, Roberto Borrello, Luca Borsi, Stefano Ceccanti, Enzo Cheli, Riccardo Chieppa, Roberto D’Orazio, Tommaso Edoardo Frosini, Eugenio Gaudio, Dieter Grimm, Paolo Grossi, Fulco Lanchester, Oreste Massari, Roberto Nania, Alessandro Pace, Teresa Serra.


parlamenti nazionali e unione europea nella governance multilivelloFulco Lanchester (a cura di), Parlamenti nazionali e Unione Europea nella governance multilivello, Milano, Giuffrè 2016

Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale “Parlamenti nazionali e Unione europea nella governance multilivello”, tenutosi il 12 e il 13 maggio 2015 presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati. Aperto da  una relazione generale di Dieter Grimm, il Convegno, concluso da una relazione di sintesi di Peter Häberle, si inserisce nell’ambito dell’omonimo progetto PRIN 2010-2011 sui parlamenti nazionali ed il parlamento europeo, coordinato da Fulco Lanchester, che il gruppo di Roma (Università “La Sapienza”) sta portando avanti con le unità di Milano (Prof.ssa Paola Bilancia), Napoli (Prof.ssa Anna Papa), Pisa (Prof. Antonio Zorzi Giustiniani), Siena (Prof.ssa Michela Manetti). Scopo della ricerca è verificare se il processo di de-parlamentarizzazione delle Assemblee legislative nazionali, a causa dell’aumento delle competenze dell’Unione e dei fenomeni di internazionalizzazione e globalizzazione, sia stato invertito o perlomeno limitato dal maggiore coinvolgimento che il Trattato di Lisbona ha previsto per le stesse. Il volume raccoglie trentasei contributi di costituzionalisti italiani e stranieri (europei e latinoamericani) sul tema in oggetto.


Economia e Stato costituzionaleFrancesco Saitto, Economia e Stato costituzionale, Milano, Giuffrè 2015

Il libro esamina – in prospettiva storica e comparata – i rapporti tra il Grundgestez tedesco e l’economia. Superando impostazioni risalenti, il volume analizza in modo integrato le diverse facce della “Costituzione economica”, delineando un articolato poliedro, risultato di forze e prospettive ideali diverse, ma convergenti e tra loro correlate. La complessa elaborazione teorica e procedimentale delle decisioni di bilancio e i problemi della perequazione tra Länder sono quindi ricondotti alle grandi scansioni ideali che hanno forgiato la cultura economica e costituzionale tedesca, da cui hanno preso forma anche le libertà economiche  – il loro impianto normativo e la loro trattazione giurisprudenziale – e la concreta regolazione dell’economia privata.
Dopo aver dato conto della storica centralità che sin dall’Ottocento hanno gli studi economici nel contesto tedesco e aver ripercorso l’esperienza della Repubblica di Weimar, il libro si confronta con il dibattito costituzionalistico in materia di “Costituzione economica” e di “Costituzione finanziaria” fino ai più recenti sviluppi che, passando per le riforme che hanno introdotto il c.d. Schuldenbremse (il c.d. “freno all’indebitamento”), hanno messo in discussione gli stessi equilibri politici dell’Unione europea.


024194174Giuliano Amato, Fulco Lanchester (a cura di), La riflessione scientifica di Piero Alberto Capotosti, Milano, Giuffrè 2015

Piero Alberto Capotosti (San Benedetto del Tronto 1° marzo 1942- Cortina d’Ampezzo, 12 agosto 2014), emerito di Istituzioni di diritto pubblico dell’Università “La Sapienza”, è stato – fra l’altro – Presidente della Corte Costituzionale e vice-presidente del CSM. Il Convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze politiche e dal Dottorato in Diritto pubblico, comparato e internazionale su La riflessione scientifica di Piero Alberto Capotosti sulla forma di governo si inserisce nell’ambito delle numerose iniziative volte a rievocarne la figura e l’opera, sia sul piano della riflessione scientifica, sia nella giurisdizione, sia nell’attività pubblicistica. L’attenzione dei relatori (Giuliano Amato, Francesco S. Bertolini, Beniamino Caravita di Toritto, Enzo Cheli, Antonio D’Atena, Ugo De Siervo, Francesco D’Onofrio, Eugenio Gaudio, Fulco Lanchester, Roberto Nania, Gaetano Silvestri) si è soffermata sulla attualità del metodo realistico adottato da Piero Alberto Capotosti, sulla scia dell’insegnamento dei suoi Maestri Carlo Lavagna e Leopoldo Elia, nella verifica delle invarianze e dei problemi che la modificazione della realtà ordinamentale impone all’attività interpretativa del giurista.


F5135605ulco Lanchester, Le istituzioni costituzionali italiane tra globalizzazione, integrazione europea e crisi di regime, Milano, Giuffrè 2014

In questo volume, suddiviso in tre parti, sono collegate le riflessioni dell’A., operate nell’ultimo triennio, sulla crisi italiana contemporanea, necessariamente inquadrate, sotto una prospettiva storica, nell’ambito del contesto globale ed europeo. Nella prima parte vengono analizzate, in maniera sintetica, le conseguenze della riqualificazione dei rapporti geopolitici che fanno da sfondo alla trasformazione istituzionale degli ordinamenti di democrazia pluralista, con l’aprirsi dagli anni Settanta in poi di nuovi scenari per lo Stato sociale e per le forme di Stato di democrazia pluralista, soprattutto nel complesso ambito europeo. Nella seconda parte del volume vengono affrontati i temi relativi alle trasformazioni della rappresentanza in campo politico, ovvero nel livello in cui si esercita l’allocazione autoritativa dai valori, con particolare attenzione al ruolo che negli ordinamenti di massa di democrazia pluralista assumono i partiti politici e la loro regolazione. Nella terza parte è operato, infine, un sintetico monitoraggio della querelle italiana in materia di sistema elettorale in senso stretto, rilevando – da un lato – i pericoli di una visione volta alla mera formazione di maggioranze stabili, dall’altro confermando che, nel bilanciamento tra le esigenze di rappresentanza e di governabilità, debba corispondere la necessità di mantenere gli standard indispensabili di democraticità e di equilibrio che il costituzionalismo persegue al di là di qualsiasi tipo di ideologia


Fulco Lanchester (a cura di), La “Sapienza” del giovane Leopoldo Elia 1948-1962, Milano, Giuffrè 2014

Questo volume – frutto di un Convegno promosso nel febbraio del 2014 dalla Fondazione Paolo Galizia – Storia e Libertà e dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma- prende lo spunto dal primo quindicennio di attività (nell’allora unico Ateneo romano) del giovane Leopoldo Elia (1924-2008), che, laureatosi nel 1947, iniziò la propria carriera accademica presso la Facoltà di Scienze politiche, prima con Vincenzo Gueli e poi con Costantino Mortati. In particolare, il volume intende analizzare il passaggio di testimone nell’Università di Roma tra la generazione, che fino all’inizio degli anni Cinquanta ha caratterizzato il settore giuspubblicistico, e quella formatasi durante gli anni Trenta. In una simile prospettiva esso approfondisce anche la dinamica della tradizione giuspubblicistica italiana, costituita dall’intrecciarsi continuo tra indirizzo formalistico e prospettiva realistica sia per quanto riguarda il diritto pubblico generale che quello interno ed internazionale, nell’ambito dello sviluppo della della Università di Roma, che dal 1870 agli anni Settanta del secolo successivo ha caratterizzato in maniera decisiva lo sviluppo della cultura giuridica italiana. Il suddetto ruolo divenuto sempre più palese dagli Ottanta del secolo XIX, si è collegato con le aspirazioni del ceto politico e della classe dirigente del periodo liberale oligarchico, del fascismo e del primo ventennio della Costituzione repubblicana. Nel secondo dopoguerra l’Ateneo romano si è confermato infatti, anche per le sue dimensioni, una significativa cartina di tornasole dei cambiamenti della cultura accademica nel campo del diritto pubblico, in stretta connessione con la dinamica dell’ordinamento politico costituzionale. In questa specifica prospettiva viene, dunque, maggiormente illuminata l’opera di Leopoldo Elia, dei suoi Maestri, dei colleghi e degli allievi. Scritti di: Giuliano Amato, Gaetano Azzariti, Augusto Barbera, Fernanda Bruno, Giulia Caravale, Sabino Cassese, Stefano Ceccanti, Carlo Curti Gialdino, Antonio D’Atena, Francesco Durante, Maurizio Fioravanti, Paolo Grossi, Fulco Lanchester, Roberto Miccù, Roberto Nania, Paolo Pombeni, Paolo Ridola, Teresa Serra.


5135605Fulco Lanchester (a cura di), Regolamenti parlamentari e forma di governo: gli ultimi quarant’anni, Milano, Giuffrè 2013

Il ciclo di seminari pubblicati in questo volume esamina, in modo sistematico, i quaranta anni che ci separano dall’entrata in vigore dei regolamenti parlamentari del 1971 con un’analisi dedicata a ciascuno dei quattro decenni trascorsi, cui si aggiunge una riflessione complessiva sotto l’angolo di prospettiva dell’apparato funzionariale delle Camere. L’iniziativa ha alla sua base tre ipotesi fondamentali: in primo luogo, che storia costituzionale italiana e storia della Costituzione repubblicana possano essere analizzate in modo efficace anche attraverso la dinamica dei regolamenti parlamentari; in seconda istanza, che gli stessi regolamenti costituiscano uno dei principali indicatori della dinamica della forma di governo nell’ambito degli ordinamenti liberali oligarchici e liberaldemocratici di massa; infine, che l’asserita continuità dei regolamenti delle Camere debba essere valutata nel tempo, tenendo conto che le tecniche istituzionali modificano il proprio valore quando cambi la forma di Stato e la forma di regime. Hanno partecipato: Andrea Manzella, Marco Pannella (Anni Settanta); Silvio Traversa, Sergio Mattarella (Anni Ottanta); Paolo Armaroli, Luciano Violante, Giorgio Rebuffa (Anni Novanta); Pier Ferdinando Casini, Francesco D’Onofrio, Teresa Serra (ultimo decennio); Ugo Zampetti, Antonio Malaschini, Vincenzo Lippolis, Alessandro Palanza (il punto di vista dell’apparato delle Camere).


5135605Gazzetta Cristina, Terrorismo, emergenza e diritti fondamentali nella prospettiva comparata. Il caso Israele, Milano, Giuffrè 2013

Al fine di comprendere quale sia il rapporto tra emergenza e diritti fondamentali nel caso di attacchi terroristici, il volume analizza le misure adottate da alcuni ordinamenti statuali allo scopo di mantenere la sicurezza pubblica nel rispetto della dignità della persona e della garanzia del diritto alla difesa di ciascuno individuo. Attraverso le recenti esperienze di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Canada l’A. verifica i diversi criteri e le concrete modalità adottati dai differenti legislatori nazionali per bilanciare la tutela delle libertà personali con la garanzia della sicurezza. Risulta approfondito con particolare attenzione il casi di Israele, dove la Corte Suprema isrealiana, partendo dalla fondamentale necessità di difesa della democrazia, ha costantemente affermato che la lotta al terrorismo dovrà sempre rispettare il principio di legalità, non potendo in alcun caso lo Stato utilizzare a tal fine metodi e strumenti propri di quel terrore  che lo Stato stesso vuole sconfiggere.


Fulco Lanchester (a cura di), La Costituzione degli altri. Dieci anni di trasformazioni in alcuni ordinamenti costituzionali stranieri, Milano, Giuffrè 2012

La velocità del cambiamento della realtà costituzionale contemporanea è, molto spesso, pari all’incapacità di comprenderla per mancanza di dati di fatto che contribuiscano a descriverla. Questo volume collettaneo, che si occupa dei concreti cambiamenti avvenuti in nove ordinamenti costituzionali contemporanei nell’ultimo decennio, ha sullo sfondo il mutamento di scenario verificatosi perlomeno negli scorsi quaranta anni. Ne viene fuori un affresco, utile e variegato, per intendere alcune delle principali tendenze del costituzionalismo contemporaneo, che la rivista “Nomos. Le attualità nel diritto” sta monitorando da tempo e che intende approfondire allargando sempre più i confini delle proprie analisi.


Gabriele Maestri, I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti, Milano, Giuffrè 2012

Un partito si identifica con il nome, con la sigla, ma soprattutto con il suo simbolo. La legge se ne occupa assai poco (così come trascura volutamente i partiti politici) e dedica all’argomento solo alcune norme della disciplina elettorale. Eppure negli anni varie formazioni politiche si sono più volte scontrate tra di loro per la titolarità di un contrassegno, oppure con il Ministero dell’Interno (o le altre autorità competenti) per l’uso di un emblema alle elezioni; il tutto mentre i segni distintivi dei partiti sono diventati in tutto simili ai marchi. Questo volume traccia una sorta di “atlante giuridico” dei simboli politici, analizzando le norme e la loro genesi, ma – soprattutto – esaminando le decisioni dei giudici e degli uffici elettorali, che hanno dato alle regole un contenuto concreto.


Laura Frosina, Cooperazione e raccordi intergovernativi. Le esperienze italiana e spagnola tra dimensione nazionale e Unione europea, Milano, Giuffrè 2012

Il volume affronta il tema della cooperazione e dei raccordi intergovernativi negli ordinamenti policentrici contemporanei, prendendo ad esame le esperienze costituzionali italiana e spagnola. Si sofferma, in particolare, ad analizzare il funzionamento e l’evoluzione del sistema delle Conferenze Stato-autonomie territoriali nei due ordinamenti, in connessione con i problemi derivanti dall’assenza di una Camera di rappresentanza territoriale e nella prospettiva di una più stretta integrazione europea. L’analisi compiuta evidenzia l’esigenza di una rimodulazione del sistema dei cecks and balances all’interno delle esperienze esaminate, per preservare gli equilibri costituzionali e attenuare i rischi di antidemocraticità legati al rafforzamento del modello intergovernativo.


Carlo Curti Gialdino, Il diritto di replica alle conclusioni degli avvocati generali della Corte di giustizia dell’Unione europea, Milano, Giuffrè 2012

Il principio del contraddittorio nel processo implica il diritto per le parti di prendere conoscenza degli elementi presentati al giudice e di discuterli, pure nel caso in cui detti elementi provengano da un magistrato indipendente ed imparziale, data la loro innegabile influenza sulla decisione giudiziale. Il lavoro si propone di sottoporre a vaglio critico la giurisprudenza delle Corti di Lussemburgo e di Strasburgo sul diritto di replica alle conclusioni dell¿avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea. Ciò anche al fine di indicare soluzioni operative, modellate su quanto sperimentato nei sistemi processuali nazionali, in modo spontaneo o condizionato dall’interpretazione resa dalla Corte di Strasburgo in relazione all¿art. 6, par. 1 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (CEDU), con riguardo ai magistrati dell’ufficio del pubblico ministero avanti alle Corti di Cassazione ed al commissaire du gouvernement del Consiglio di Stato francese. Soluzioni suscettibili di assicurare non solo de lege ferenda ma anche a diritto costante l’effettiva tutela del principio del contraddittorio, elemento chiave dell’equo processo, che l’Unione europea e le sue istituzioni sono tenute a rispettare ai sensi dell’art. 6, par. 3 del TUE e dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Gli indicati profili sono esaminati anche alla luce della progettata adesione dell’Unione europea alla CEDU.


Alessandro Gigliotti, La responsabilità del Capo dello Stato per gli atti extrafunzionali, Milano, Giuffrè 2012

Negli ordinamenti contemporanei, all’assunzione di potere politico corrisponde normalmente una piena responsabilità per il proprio operato di fronte al potere giudiziario. Tuttavia, i titolari di cariche politiche hanno sempre goduto di sfere di irresponsabilità e ancora oggi, benché il potere giurisdizionale sia ormai indipendente, si avverte l’esigenza di tutelare gli organi costituzionali attraverso appositi istituti di garanzia, che si estendono talora anche ad atti e comportamenti privi di legame diretto con l’esercizio delle funzioni. Il presente volume traccia un quadro dell’evoluzione storica del regime di responsabilità dei Capi di Stato, volgendo poi lo sguardo agli ordinamenti contemporanei e mettendo in luce i profili problematici della responsabilità per gli atti extrafunzionali, in particolar modo in quegli ordinamenti, quali l’Italia e la Francia, in cui tale aspetto si è rivelato maggiormente controverso.


Fulco Lanchester, Francesco Brancaccio (a cura di), Weimar e il problema politico-costituzionale italiano, Milano, Giuffrè 2012

Questo volume, originato dal Convegno Weimar e il problema politico-costituzionale italiano (Roma, Camera dei deputati, 19 ottobre 2009), analizza in particolare il complesso rapporto che lega, nel corso del tempo, la classe dirigente italiana con l’esperienza tedesca ed in special modo quella weimariana. Esso intende fornire ulteriori possibilità di riflessione per comprendere l’attuale crisi europea, dove il ruolo della Germania viene ad assumere caratteristiche che solo la prospettiva storica riesce a far comprendere appieno. I contributi di Dieter Grimm e di Bernd Sösemann chiariscono non soltanto come la ricostruzione istituzionale tedesca abbia guardato al caso weimariano per evitarne i supposti errori, ma soprattutto come la storiografia abbia articolato nel tempo una serie di letture adeguate con gli ambiti in cui le stesse venivano effettuate. Gli apporti italiani hanno portato avanti l’analisi dell’esperienza weimariana sulla base di fasi temporali significative (Fulco Lanchester, Giorgio Rebuffa, Fernanda Bruno, Paolo Ridola), ma hanno anche riflettuto sul contributo di quel laboratorio al dibattito nazionale (Umberto Romagnoli, Vincenzo Atripaldi, Alessandro Campi, Francesco Brancaccio, Michele Surdi e Tommaso Gazzolo). La Tavola rotonda (cui hanno partecipato Piero Alberto Capotosti, Francesco D’Onofrio, Domenico Fisichella, Luciano Violante) ha messo, infine, in evidenza, la difficoltà italiana a divenire una democrazia normale.


Jan Sawicki, La funzione normativa nell’esperienza della Polonia. Continuità e mutamenti nella trasformazione della forma di Stato e di governo, Milano, Giuffrè 2012

Questo volume analizza le trasformazioni che hanno portato al mutamento della forma di Stato attraverso un processo costituente, esaminando l’evoluzione del sistema delle fonti normative e la funzione di cui esse sono espressione. Si tratta di un peculiare approccio per indagare una transizione, come quella della Polonia a partire dagli anni Ottanta, che ha visto un ordinamento socialista evolvere per tappe incrementali, e in modo complessivamente riuscito, in uno Stato costituzionale a ispirazione liberaldemocratica, fino ad approdare alla Costituzione del 1997. A condizione di non perdere di vista mutamenti circostanti della forma di governo, del regime e del sistema politico, l’ottica della funzione normativa non neutralizza quei fenomeni, ma ne mette semmai in evidenza alcuni aspetti sostanziali. Il preesistente Tribunale costituzionale, lungi dal costituirsi in guardiano dell’ordinamento socialista, ha finito in modo inatteso e paradossale per contribuire all’avvio del cambiamento della forma di Stato, e dunque della Costituzione materiale, garantendo quest’ultima rispetto a quella formale (risalente al 1952). Il suo ruolo nella protezione di principi tradizionali quali la riserva di legge e la legalità (tipici dello Stato di diritto legislativo ma non negati da quello socialista) ha infatti gettato le basi per una rilettura delle fonti già esistenti capace di modificarne il significato, in modo poco ortodosso rispetto alle basi ideologiche di cui doveva ergersi a custode, e fornendo un apporto pienamente creativo al nuovo ordinamento. L’esperienza della Polonia dimostra inoltre la non indispensabilità di ricorrere a fonti primarie (parificate ma distinte dalla legge formale), a maggior ragione se si considera la mole di cambiamenti sociali ed economici cui l’ordinamento polacco è stato sottoposto negli ultimi due decenni.