Simona Colarizi, Il primato della politica nell’Italia del novecento

Per chi ha dedicato i suoi primi setta anni alla ricerca e alla trasmissione dei saperi acquisiti, credo sia di grande soddisfazione ritrovarsi nelle pagine di questo libro scritto da più giovani colleghi che hanno anch’essi intrapreso il percorso degli studi storici. L’omaggio a Emilio Gentile non è fatto di lodi e di riconoscimenti alle sue ben note qualità di storico, tributi del resto ricevuti ampiamente a livello nazionale e internazionale dalla comunità degli studiosi. Curati da Alessandra Tarquini, legata a Emilio da un lungo rapporto di amicizia e di affetto, presentiamo qui una raccolta di saggi che in qualche misura pur nella loro diversità di temi e di impostazione, trovano nelle riflessioni di Emilio una fonte di ispirazione, riassumibile in massima sintesi nella religione della politica. Un tema che percorre tutto il Novecento o per lo meno settanta anni del XX secolo, se si vuole indicare una data approssimativa alla quale riferirsi come la fase terminale delle grandi ideologie totalizzanti. Un tema che Emilio ha sviluppato nelle sue opere con particolare riferimento al fascismo negli anni tra le due guerre mondiali, l’età dei totalitarismi.
Nella sua nota introduttiva Tarquini ci invita a riflettere sulla crisi della politica che oggi ha perso <la sua capacità di trasformare la realtà> (cito testualmente).

È una osservazione che declinerei in altri termini: la politica appare oggi in affanno nel suo compito precipuo, vale a dire indicare come governare la realtà.

È in affanno innanzi tutto nell’interpretare le trasformazioni della società, sempre più accelerate a partire dagli anni Settanta in poi, fino appunto ad arrivare al XXI secolo. Ed è questa mancanza di comprensione delle mutazioni profonde che porta all’incapacità di offrire soluzioni persuasive su come governare la nuova società. Del resto su questo terreno si sono prodotte le grandi crisi che hanno scandito il Novecento italiano – e non solo: dalla crisi dello Stato Liberale alla crisi della democrazia partecipata, se con questa espressione cerchiamo di riassumere il tramonto della politica oggi.

L’andamento temporale dei saggi ci aiuta in questo percorso, a cominciare da quello di Benadusi incentrato sulla fortuna di Carlyle e nel quale l’autore ripercorre i fermenti del mondo intellettuale tra la fine del secolo XIX e i primi anni del XX quando la reazione antipositivista erode le basi dello Stato liberale retto da un’élite incapace di capire e quindi di governare la nuova società di massa. […]

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