Giuseppe Storsillo, Recensione a G. Crainz, C. Fusaro, Aggiornare la Costituzione. Storia e ragioni di una riforma, Roma, Donzelli, 2016, pp. 197

Il volume “aggiornare la Costituzione. Storie e ragioni di una riforma”, scritto da Crainz e Fusaro esamina sia da un punto di vista storico-politico che da un punto di vista tecnico la riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi durante la XVII legislatura e sottoposta a giudizio degli italiani attraverso il referendum del 4 dicembre 2016. Il volume viene introdotto da una nota dell’editore stesso, attraverso la quale, in maniera sintetica ma molto esplicita, vengono elencati i motivi per i quali si è voluto “costruire una guida ragionata -ancorché dichiaratamente non ostile- ai cambiamenti ipotizzati. Una guida che alla fine aiuti in ogni caso a scegliere nell’unica maniera in cui si può, in un frangente democratico così complesso per il nostro paese: secondo un principio di responsabilità” (cfr. p. X).

Il libro viene suddiviso in due parti dagli Autori, nella prima parte, “insegnamenti di una storia” a scrivere è il Prof. Guido Crainz, mentre la seconda parte, “le ragioni di una riforma” viene affidata al Prof. Carlo Fusaro.

Il Prof. Crainz nella prima parte, dedicata agli avvenimenti storici che seguirono il referendum popolare che portò all’introduzione della Repubblica nel 1946, attraverso il ricorso ad aneddoti e talvolta riprendendo le parole di coloro che vissero quei momenti, analizza i passaggi concitati di quel periodo. Alla vigilia della stesura della Carta costituzionale la divisione tra monarchici e repubblicani appariva più netta rispetto al passato, questa distinzione si sarebbe tramutata in espressione di voto e in una spaccatura reale del paese, infatti, il nord si espresse per la Repubblica con soglie vicino al 65% dei votanti, mentre il sud rimaneva ancorato a una tradizione monarchica con le stesse percentuali.

Crainz, attraverso la descrizione degli avvenimenti, sia interni che esterni, e che contribuirono all’allontanamento delle sinistre dal governo, racconta il clima in cui maturò la scrittura della Carta costituzionale, “pilastro fondativo e stella polare della Repubblica, i cui principi hanno costituito e costituiscono una spinta costante e decisa alla democratizzazione del paese (dei suoi cittadini, delle sue istituzioni, delle sue culture, del suo più generale modo di essere)” (cfr. p.13).

Analizzando lo scenario fin qui descritto dal Prof. Crainz, si comprende “lo straordinario senso dello Stato dei partiti e degli uomini impegnati a scrivere la Costituzione: il loro essere realmente ispirati dall’esigenza di cercare punti di contatto per rifondare la nazione, per dirla con La Pira. Di costruire una comunità ponendo la democrazia come sostanza del nuovo Stato, per dirla con Dossetti. Sono stati affermati così principi, orientamenti e diritti di fondamentale importanza, che scandiscono con grande nettezza la prima parte della Carta. Una parte decisiva (cfr. p. 16). […]

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