Giuseppe Storsillo, Recensione a F. Fornaro, Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 ad oggi, Novi Ligure, Edizioni Epokè, 2016, pp.173.

L’Autore del volume in commento, Senatore della Repubblica, prima per il Partito democratico ed in seguito per il Movimento democratico e progressista, non è un accademico di professione ma è uno scrittore con anni di esperienza alle spalle. Giornalista pubblicista e studioso della storia del socialismo e della Resistenza, è stato Presidente dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in Provincia di Alessandria (Isral) ed ha all’attivo diverse pubblicazioni, tra cui la biografia di Giuseppe Romita e Giuseppe Saragat. Nel volume “Fuga dalle urne”, il suo intento è quello di ripercorrere, numeri alla mano, le diverse tappe della partecipazione elettorale entro i confini nazionali.

Un viaggio che parte dal voto per censo, prosegue attraverso l’estensione di voto fino al suffragio universale e giunge a quella che fu definita come “seconda Repubblica” e alla “tempesta perfetta” del 2013, in cui si sono saldate tendenze di breve e lungo periodo causando quella che egli stesso definisce una vera e propria “fuga dalle urne”. Fornaro apre l’introduzione del proprio volume attraverso una citazione di Gherardo Colombo sulla democrazia e la partecipazione, infatti, per l’Autore “spesso si dimentica che la partecipazione elettorale rappresenta uno dei principali indicatori del corretto funzionamento del rapporto tra cittadini e istituzioni e quindi, in ultima istanza, della democrazia” (cfr. p. 14). […]

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