Andrea De Petris, Come conciliare rappresentanza politica e territoriale nel nuovo senato delle autonomie? Riflessioni critiche ispirate dall’esame del modello Bundesrat

Il cd. Disegno di Legge Costituzionale Boschi approvato in via definitiva dalle Camere, e che verrà sottoposto a referendum confermativo il prossimo 4 dicembre 2016, contiene una revisione profonda delle modalità di selezione dei componenti del Senato, ed una conseguente modifica delle funzioni della Camera Alta del sistema parlamentare italiano.

Il presente contributo intende fornire spunti di riflessione sul tema delle procedure che la riforma mira ad introdurre rispetto alla scelta dei membri del cd. “nuovo Senato”, e all’impatto che tale modifica potrebbe produrre sulla forma di rappresentanza posta in essere dalla Camera Alta riformata. Infatti, il ddl costituzionale rischia di non considerare adeguatamente il rischio che si ingeneri una delicata commistione tra due differenti tipologie di rappresentanza: una di carattere territoriale, ed un’altra più propriamente politico-partitica, che la modalità di individuazione dei Senatori prevista dalla riforma non sembra in grado di mantenere adeguatamente separate. Al fine di chiarire al meglio tale problematicità, il presente contributo prende in esame la tipologia di rappresentanza che viene realizzata dal Bundesrat nella Repubblica Federale Tedesca: dall’esame del modello tedesco di seconda Camera, infatti, sembra possibile trarre elementi atti ad esplicitare le problematicità osservate in relazione al modello di Senato previsto dal ddl Boschi, e a fornire considerazioni utili anche ad un’adeguata comprensione delle potenziali aporie che la riforma in itinere potrebbe introdurre anche nel panorama italiano.

Allo scopo di far emergere meglio le complessità, il presente lavoro descrive nella prima parte uno specifico caso di votazione avvenuto al Bundesrat nel marzo 2002, dall’esito talmente controverso da determinare una imponente reazione in ambito sia istituzionale che dottrinale, culminata con la richiesta di una deliberazione del Tribunale Costituzionale Federale tesa a risolvere la altrimenti insanabile contrapposizione che si era venuta a creare tra organi costituzionali; nella seconda parte, invece, vengono richiamati gli spunti di riflessione emersi dall’analisi del caso tedesco per verificare se anche il modello di Senato tratteggiato dal ddl costituzionale rischi di imbattersi nelle stesse difficoltà, ipotizzando possibili rimedi a riguardo.[…]

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Di seguito si risporta il sommario del saggio: 1. Introduzione. – 2. Una controversa deliberazione del Bundesrat. – 3. Le reazioni della politica e della dottrina. – 4. La funzione del Bundesrat nell’assetto istituzionale tedesco. – 5. L’irrisolta equivocità della rappresentanza espressa dal Bundesrat. – 6. La decisione del Tribunale Costituzionale Federale. – 7. L’influenza della concorrenza interpartitica: il Bundesrat come strumento di opposizione politica? – 8. Da Berlino a Roma: la rappresentanza territoriale nel Senato della Repubblica. – 9. Conclusioni: il monito inascoltato della lezione berlinese.

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