Nomos 2/2012

Indice del n. 2 del 2012 di “Nomos”

EDITORIALE

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La questione del rapporto tra tecnici e politici e tra tecnici e democrazia non è certo nuova. Si tratta di un argomento che, nel tempo e nei suoi aspetti più generali, si può far risalire alla sofocrazia di Platone alla Nuova Atlantide di Bacone, per non parlare – nell’ambito delle società industriali- di Saint Simon, di Comte fino ad arrivare alle posizioni di Thorstein Veblen e del “movimento tecnocratico” statunitense. La crisi economica recente l’ha riportato alla nostra attenzione in una dimensione globale, perché applicato alla situazione dell’Unione europea, dove la governance tecnoburocratica ha messo da parte il government, fondato sulla legittimazione diretta del consenso popolare. […]

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INEDITI E INTERVISTE

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La media di crescita del PIL nei quattro decenni dal 1950 al 1990 è stata rispettivamente del 3.86% per la Francia, del 4.05% per la Germania, del 4.36% per l’Italia. Quella degli USA negli stessi decenni del 3.45%. (I dati del periodo anteriore al 1991 costituiscono elaborazioni su dati Maddison. I dati 1991-2000 e 2001-2010 sono quelli del F.M.I. riprodotti in Economic Report del Presidente degli Stati Uniti, 2010). La popolazione dei tre Paesi europei (per la Germania si deve tenere conto della sola Repubblica Federale di Germania) era all’epoca di circa 180 milioni di abitanti. Un po’ meno dei due terzi di quella degli USA. Gli USA dal termine del conflitto mondiale erano incontestabilmente la maggiore potenza non solo politica e militare, ma anche economica nel mondo. I tre Paesi, i maggiori dell’Europa continentale, nel quarantennio l’avevano superata nello sviluppo, collocandosi ai primi posti, singolarmente e come gruppo, tra i Paesi democratici occidentali. […]

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SAGGI

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L’analisi delle trasformazioni che hanno interessato nel tempo i modelli organizzativi e funzionali delle amministrazioni parlamentari rappresenta un angolo visuale tanto significativo quanto poco esplorato per comprendere a fondo anche i processi evolutivi riguardanti il ruolo stesso del Parlamento nella complessiva dinamica istituzionale. L‟assetto organizzativo degli apparati di supporto all‟attività delle Camere e le modalità con cui gli stessi svolgono la loro attività si rapportano infatti in modo diretto all‟esercizio delle prerogative dell‟istituzione, pur nella costante distinzione tra la sfera tecnico-giuridica e la sfera politica. Riassumendo brevemente, e preliminarmente, le principali funzioni che hanno da sempre caratterizzato il quadro operativo delle amministrazioni parlamentari, viene innanzitutto in evidenza l‟attività di documentazione dei lavori parlamentari, in attuazione del principio di pubblicità delle sedute stabilito dall‟art. 64 della Costituzione; attività che nel tempo è venuta declinandosi anche come informazione sullo svolgimento dei lavori delle Camere, fino a ricomprendere il tema complessivo della comunicazione istituzionale.

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La riflessione su una Costituzione sul piano storico non può prescindere dalla conoscenza della sua fine. Per la Costituzione di Weimar ciò è ancora più emblematico dal momento che la sua fine è corrisposta con l’inizio della catastrofe tedesca. Anzi essa è strettamente connessa con l’origine di tale catastrofe. Dalla caduta del cancelliere socialdemocratico Müller, avvenuta nel marzo del 1930, non si riuscì più a costituire una maggioranza parlamentare in grado di formare un esecutivo. Il governo del politico di centro Heinirich Brüning si reggeva solo grazie al Presidente della Repubblica, che procedeva all’emanazione dei progetti di legge governativi attraverso l’utilizzo della decretazione d’emergenza ed il Reichstag non poteva annullarli, dal momento che il partito socialdemocratico aveva accettato di appoggiare il governo di minoranza. Con la revoca di Brüning da parte del Presidente Hindenburg nel marzo del 1932 venne meno anche la possibilità di governare in nome della costituzione di emergenza.

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Di integrazione si possono dare due possibili interpretazioni. La prima è quella secondo la quale un nuovo sistema unitario di principi, regole e apparati si sovrappone a una pluralità di sistemi preesistenti, tale che il primo prevalga sugli altri ogni qualvolta si determini un conflitto. In questo senso l’integrazione comporta una sostituzione di un sistema nuovo e centripeto rispetto a una condizione preesistente caratterizzata dalla pluralità e difformità. La seconda interpretazione che può essere data è quella secondo la quale l’integrazione si raggiunge al conseguimento di certi obiettivi predeterminati, il cui ottenimento è l’esito di meccanismi diversi dove la differenza preesistente non è necessariamente destinata a essere soppiantata se, in forza di alcune relazioni verticali e orizzontali tra gli ordinamenti, è capace comunque di perseguire i fini dell’ordinamento composito. In questo secondo caso la sostituzione di un sistema nuovo di principi, regole e apparati diventa solo una delle soluzioni adottabili per realizzare l’integrazione e, in ogni caso, non produce mai annullamento completo delle differenze iniziali.

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Nell’occuparci di campagne elettorali e di propaganda politica esiste un argomento cui, probabilmente, non si dedica abbastanza attenzione, se non quando la cronaca finisce per occuparsene in casi eccezionali o per una mera curiosità. Il riferimento è ai simboli utilizzati dai partiti, dai gruppi e dai singoli candidati per partecipare alle elezioni: il loro deposito e il loro esame aprono di fatto ogni campagna elettorale e, per molto tempo, gli italiani votando hanno scelto i contrassegni prima ancora dei partiti e delle persone cui erano riconducibili. Oggi probabilmente non è più così: in questo intervento, si cerca di mostrare come, soprattutto negli ultimi tempi, l’emblema politico – anche al di fuori dei periodi elettorali – abbia assunto in modo sempre più evidente i caratteri del marchio, con una vicinanza (secondo alcuni imbarazzante) ai loghi commerciali.

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La questione del rapporto tra tecnici e politici e tra tecnici e democrazia non è certo nuova. Si tratta di un argomento che, nel tempo e nei suoi aspetti più generali, si può far risalire alla sofocrazia di Platone alla Nuova Atlantide di Bacone, per non parlare – nell’ambito delle società industriali- di Saint Simon, di Comte fino ad arrivare alle posizioni di Thorstein Veblen e del “movimento tecnocratico” statunitense. La crisi economica recente l’ha riportato alla nostra attenzione in una dimensione globale, perché applicato alla situazione dell’Unione europea, dove la governance tecnoburocratica ha messo da parte il government, fondato sulla legittimazione diretta del consenso popolare.

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Peteris Stucka (1865-1932), allora presidente del Tribunale supremo dell’URSS – dopo aver ricoperto la carica di primo Ministro della Giustizia della Rivoluzione d’Ottobre (1917 – 1918) e d’esseredivenuto in seguito l’effimero e sanguinario dittatore della Lettonia dal gennaio al maggio del 1919— scrisse, nel 1927, nell’Enciclopedia sovietica “Il comunismo non è la vittoria deldiritto socialista, ma la vittoria del socialismo sul diritto tout court poiché il diritto sparirà con l’eliminazione delle classi antagoniste”. il 1927 segna l’apogeo e l’inizio della fine della NEP (reintroduzione, nel 1921, dell’economia di mercato “ in misura limitata e per un tempo limitato”, Lenin) […]

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La necessità di conciliare diritti di libertà e sicurezza nazionale appare uno dei principali temi presenti nelle agende dei governi. Nel Regno Unito la materia è stata oggetto di recenti interventi dell’esecutivo quali il green paper Justice and Security redatto, nell’ottobre 2011, dal Lord Cancelliere e Justice Secretary Ken Clarke e il disegno di legge Justice and Security Bill presentato ai Lords nel maggio 2012 e attualmente in discussione. Per comprendere i contenuti della questione appare necessario inquadrarla in un contesto più ampio, quello della disciplina relativa al segreto di Stato, frutto anche dell’evoluzione della forma di governo e del rapporto tra politica e amministrazione, evoluzione, questa, contrassegnata negli ultimi decenni dalle pressanti richieste di una maggior trasparenza della vita pubblica. […]

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NOTE E COMMENTI

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Nel costituzionalismo contemporaneo, il voto si è spogliato della veste di privilegio ereditario, censitario o capacitario per essere elevato a rango di diritto, prima ristretto e precluso a gruppi d’individui maggioritari o minoritari sulla base dell’appartenenza di genere, di razza, di lingua, o religione, e poi riconosciuto come un diritto fondamentale dell’uomo. Secondo la dottrina, le concezioni sulla natura dell’elettorato attivo sono riconducibili a tre ordini di giustificazioni. In primo luogo si trovano le teorie che riconoscono il voto come un “diritto innato dell’individuo”, di cui sono titolari tutti i consociati; in secondo luogo vi sono le teorie che concepiscono il voto come una funzione, ed infine teorie che si rifanno ad entrambi gli approcci […]

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I  recenti sviluppi politico-istituzionali del Regno del Belgio sono il risultato di un lunghissimo processo di riforme costituzionali avviato negli anni Settanta del secolo scorso che, in quarant’anni di storia, ha stravolto l’ordinamento sul piano della forma di Stato e su quello dei rapporti tra gli organi dello Stato […]

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Anche se se non è più in alto mare, come sembrava qualche tempo fa, la vicenda concernente la riforma del mercato del lavoro – avviata dal Governo Monti e al centro della quale sta la sorte dell’art.18 dello Statuto del lavoratori riguardante il licenziamento dei dipendenti da parte degli imprenditori non si è ancora conclusa con l’approvazione parlamentare del relativo disegno di legge. La questione nasce nel 1970, con l’approvazione dello Statuto suddetto nel quale – al termine “dell’ autunno caldo” del 1969 – viene introdotto fra l’altro il diritto al reintegro nel posto di lavoro per il lavoratore licenziato senza giusta causa (nelle imprese con oltre 15 dipendenti). Norma a cui viene ben presto imputato il “nanismo” delle aziende italiane, cioè la colpa di non farle crescere oltre i 15 dipendenti, nonché di ostacolare gli investimenti dall’estero […]

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A quanto ammonta il premio di maggioranza da assegnare alla coalizione che vince le elezioni comunali? Questo interrogativo emerge in maniera netta analizzando la recente giurisprudenza in materia che si è sviluppata in relazione al quantum del premio, e che pone non pochi problemi interpretativi. Infatti, gli orientamenti seguiti dalle diverse istanze della giustizia amministrativa, di primo e secondo grado, appaiono divergenti e talvolta contraddittori, sollecitando un approfondimento della questione per addivenire ad una auspicabile soluzione del problema. […]

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A proposito del nuovo volume di Sabino Cassese: The Global Polity

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Devo dare una spiegazione, innanzitutto, circa il titolo del libro, The Global polity. L’ho scritto valendomi di una caratteristica della lingua inglese: essa ha un numero di lemmi superiore a quelli italiani. Dallemma di origine greca “polis” in Italia noi deriviamo “polizia” e “politica”, mentre la lingua inglese deriva non solo “politics” e “police”, ma anche “policy” e “polity”. Da essa noi italiani abbiamo importato la parola “policy”, che traduciamo spesso con “politiche” o con “indirizzi politici”. […]

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La globalizzazione, e la crisi finanziaria mondiale, hanno sollevato di recente una serie di problemi rilevanti. Si è parlato e si parla di crisi della regolazione, che è considerata una delle cause della crisi finanziaria; di crisi delle istituzioni, che non riescono a governare la globalizzazione; di crisi della democrazia, per il deficit democratico che molti collegano alle organizzazioni internazionali e all’Unione europea. Per quel che riguarda quest’ultimo aspetto, alcuni studi politologici ruotano attorno all’idea del disagio della democrazia, della sua sopravvivenza larvale (C. Galli). […]

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Il tema affrontato in questo libro viene indicato dall’autore con la consueta precisione, semplicità e brevità: per effetto dei processi di globalizzazione, un numero sempre crescente di problemi non può essere risolto dai governi nazionali individualmente; per questa ragione, vengono costituiti regimi regolatori globali in un numero sempre crescente di settori, fino al punto che può dirsi che quasi ogni attività umana è sottoposta a qualche forma di regolazione globale (p. 21). […]

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“Who runs the world?” Questa la domanda chiave che apre il volume di Sabino Cassese,  The Global Polity, Sevilla, Global Law Press, 2012, ed a cui l’autore cerca di rispondere, componendo al contempo un quadro dell’assetto politico e giuridico del mondo. L’autore, nella sua copiosa produzione sui temi globali, ci ha abituati al contatto con una variegata e appetitosa casistica, che introduce direttamente nel quadro giuridico globale, e soprattutto nelle più rilevanti novità che esso presenta rispetto al quadro tradizionale. […]

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CRONACHE COSTITUZIONALI DALL’ESTERO

Cronache costituzionali maggio-agosto 2012

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I risultati delle elezioni federali del 2011 e le proiezioni elettorali che precedono in Quebec l’imminente rinnovo dell’Assemblea Nazionale mostrano orientamenti contraddittori. In poco più di un anno, gli elettori della provincia francofona a livello federale hanno respinto il programma “souverainiste” del Bloc Québécois, al quale hanno di gran lunga preferito quello socialdemocratico e federalista del New Democratic Party. […]

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La Francia del nuovo presidente Hollande, la Francia che dice addio all’era Sarkozy e si dà una maggioranza solida di sostegno al Capo dello Stato per affrontare l’era della crisi globale, la Francia del nuovo governo Ayrault diviso tra le esigenze rigoriste e le promesse di una campagna elettorale da poco lasciata alle spalle, la Francia del Consiglio costituzionale che dicendo sostanzialmente no alla modifica della Costituzione per l’adesione al Fiscal Compact sembra far divenire meno stringente l’obbligo del deficit zero. Sono questi gli scenari che hanno fatto da sfondo negli ultimi quattro mesi all’alba dell’ “era Hollande”, il Presidente “normale”. […]

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A partire dal mese di maggio il Tribunale costituzionale federale ha ricevuto diversi ricorsi individuali tesi ad ottenere un provvedimento cautelare per sospendere la ratifica del Trattato del 2 febbraio 2012 che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (abbr. ESM), del Trattato del 2 marzo 2012 sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell’Unione economica e monetaria (c.d. Fiscal Compact), la modifica dell’art. 136 TFUE approvata il 25 marzo 2011 dal Consiglio europeo, e l’approvazione della legge che autorizza l’impegno finanziario della Germania nell’ambito del meccanismo europeo di stabilità. […]

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Il periodo preso in esame si è aperto con la sconfitta alle elezioni amministrative dei partiti che compongono la coalizione governativa, sconfitta che è stata interpretata come bocciatura della politica stessa dell’esecutivo. Di fatto il governo in questi mesi ha conosciuto profonde divisioni interne, soprattutto sui temi delle riforme, al punto che i commentatori politici lo hanno paragonato ad un matrimonio di convenienza che, dopo una breve luna di miele, conosce una grave crisi che porta al divorzio: il governo in quest’ottica dovrebbe allora cadere prima della scadenza naturale del 2015, anche se il Fixed-Term Parliament Act 2011 potrebbe rendere più difficile lo scioglimento anticipato dei Comuni. […]

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Il sopravanzare della crisi e l’esplosione di tensioni politiche hanno impresso una accentuazione particolarmente critica ai primi mesi della X legislatura (2011-). La stabilità finanziaria e le riforme strutturali hanno continuato a rappresentare le priorità del Governo di Mariano Rajoy, nell’ambito del nuovo e più complesso assetto della governance economica dell’Unione europea delineato nel c.d. Fiscal Compact.

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La scelta di dedicare il commento di questo quadrimestre di monitoraggio dell’attualità istituzionale degli Stati Uniti alla sentenza emessa dalla Corte Suprema il 28 giugno 2012 sul Patient Protection and Affordable Care Act è apparsa del tutto obbligata dal momento in cui la controversa riforma sanitaria, fortemente voluta dal Presidente Obama, costituisce il principale terreno di scontro ancora oggi tra democratici e repubblicani all’alba delle elezioni presidenziali previste per il prossimo 6 novembre.

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RASSEGNE CRITICHE, RECENSIONI SCHEDE

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Il Professore Sabino Cassese affronta, nel suo ultimo scritto, il tema della globalizzazione cercando di dare particolare rilievo agli aspetti giuridici dei rapporti che si instaurano tra i vecchi soggetti della Comunità internazionale – gli Stati – e i nuovi attori che animano l’odierna dimensione globale. Il volume è diviso in tre capitoli, ciascuno dedicato ad una grande area tematica. […]

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Il volume del senatore della Repubblica Oskar Peterlini, esponente del partito altoatesino Südtiroler Volkspartei, rappresenta una novità nel campo della scienza politica ed in particolare nell’analisi degli effetti dei sistemi elettorali nei confronti dei rispettivi sistemi politici. Il tema centrale è infatti quello dell’incidenza del sistema elettorale sulle minoranze linguistiche ed in particolare l’impatto che ha avuto, in prospettiva diacronica, il sistema elettorale italiano sulla minoranza tedesca e ladina della Provincia di Bolzano. […]

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Nelle tenebre di Brumaio è l’ultimo saggio di Eduardo González Calleja, Professore ordinario di Storia Contemporanea dell’Università Carlos III di Madrid, pubblicato nella collana della “Biblioteca di Nuova Rivista Storica”, diretta da Eugenio Di Rienzo e Gigliola Soldi Rondinini. Il volume prende spunto dalla redazione di un articolo edito in un numero speciale della Rivista Historia y Política, dato alla stampa in occasione della celebrazione del ventesimo anniversario del golpe che il tenente colonnello Antonio Tejeromise in atto in Spagna il 23 febbraio 1981. […]

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Nel corso dei centocinquanta anni di storia unitaria, di frequente è stato segnalato lo stato di complessione debole del nostro sistema Paese, attribuendolo principalmente alla mancata integrazione del popolo nelle istituzioni. Così, nel libro Italia: una società senza Stato?, Sabino Cassese esamina non tanto la natura dello Stato italiano quanto la forza, e nello stesso tempo, i fattori della sua debole complessione. […]

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Per una giovane donna di oggi sembra quasi scontato poter decidere di presentare domanda per partecipare ai concorsi in magistratura, è ancor più normale veder condannato in carcere il proprio carnefice in caso di violenza sessuale. E’ naturale, ancora, poter vedere tutelato il proprio stato di gravidanza nel caso in cui si lavori, è ancora normale poter educare i propri figli alla pari del marito. […]

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Una singola legge può essere buona o cattiva. Il complesso delle leggi che ci governano può essere un ambiente confortevole e rassicurante o una gabbia stretta e scomoda. (…) Mentre una cattiva legge si può abrogare o emendare, un groviglio di leggi è difficile da migliorare, perché prima di tutto occorre districarvisi”. […]

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Marco Ruotolo, professore ordinario di diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre, nel saggio qui in commento torna ad occuparsi, con un’analisi lucida e propositiva, dei diritti costituzionalmente garantiti ai detenuti e del divario esistente tra i principi e l’attuazione pratica degli stessi nella vita carceraria. […]

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ANTICIPAZIONI

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Se dovesse avere effettivo seguito l’ipotesi avanzata di recente da parte del Governo e dei principali partiti politici britannici di introdurre l’istituto del recall nell’ordinamento, assumerebbe i tratti di una riforma rivoluzionaria e dirompente, di fronte alla quale intellettuali e uomini politici inglesi del settecento sarebbero rimasti attoniti. […]

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